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    Piccolo buio e grande buio, cosa sono e come giocarli

    Postato il: 28/05/2022

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    Nel Texas Hold’em piccolo e grande buio rappresentano due concetti che è molto importante conoscere se si vuol essere certi di riuscire a dare vita a una strategia di gioco che risulti il più possibile efficace. Il piccolo buio e il grande buio, che possono essere indicati rispettivamente anche come small blind e big blind, rappresentano le puntate obbligatorie che vengono effettuate nella fase preliminare.

    Per questo motivo costituiscono una delle regole più importanti per avviare una mano di poker. Le puntate devono essere effettuate prima che le carte siano distribuite e visionate.

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    Come si gioca

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    Per altro oltre a piccolo e grande buio Texas Hold’em accoglie anche altre categorie di blind: per esempio lo straddle, che vale il doppio del grande buio e permette di giocare per ultimi; ma anche l’ante, che rappresenta un piccolissimo buio.

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    Le puntate al buio possono essere considerate come la barriera all’ingresso di ogni mano, grazie a cui i giocatori sono obbligati a una posizione attiva nel gioco.

    Il piccolo buio è appannaggio esclusivo di chi è situato a sinistra del mazziere. Si continua in senso orario e dal giocatore seguente si inizia con la puntata minima, vale a dire il grande buio. Dopodiché si stabilisce il primo giocatore a parlare, che è quello situato subito dopo il controbuiante.

    Definito under the gun, ha la possibilità di usufruire dello straddle in modo da potersi esporre per ultimo.

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    Il grande buio

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    Come si può intuire nel poker piccolo buio grande buio sono concetti che non possono essere sottovalutati.

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    Chi punta il grande buio ha la possibilità di scegliere se ritirarsi o se rilanciare di nuovo. Viceversa, il soggetto che ha puntato il piccolo blind è tenuto a scegliere, prima di ricevere le altre tre carte, se pareggiare il grande buio oppure no o se abbandonare la mano. si segue lo stesso giro di puntate anche per il flop, per il turn e per il river, che rappresentano rispettivamente la seconda, la terza e la quarta mano.

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    Qualora il giocatore che ha puntato il piccolo buio scelta di ritirarsi, il giocatore a cui toccava il grande buio ricopre la sua funzione. Si va a scalare, con questo meccanismo, seguendo sempre il senso orario: il che vuol dire che il ruolo del controbuio viene assunto dall’under the gun, e così via.

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    Il ritiro di piccolo e grande buio

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    Nel poker piccolo e grande buio si possono ritirare entrambi: in tal caso il grande buio resta per necessità, ed è l’under the gun ad assumerlo.

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    Se, invece, a ritirarsi è solo il grande buio, il piccolo buio riceve le sue funzioni e sparisce. Gli altri ruoli restano così come sono. Ma in sintesi a che cosa servono il piccolo e il grande buio?

    Da una parte il loro compito è quello di equilibrare il gioco, mentre dall’altra parte essi sono necessari per fare in modo che i giocatori entrino nella fase attiva del cash game.

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    Il gioco del poker e i blind

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    In sostanza, è grazie al piccolo e al grande buio che i blind rientrano nel gioco del poker.

    In mancanza di essi, i giocatori potrebbero restare in una posizione passiva ed evitare di lanciarsi. Invece i blind fanno sì che in ogni caso uno fra i giocatori che sono al tavolo possa vincere. Ne scaturiscono anche tattiche differenti.

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    Il dealer e il cut off, per esempio, si possono appropriare dei gettoni per rilanciare e approfittarne, sempre ammesso che prima non lo abbia fatto nessuno: questa è una differenza significativa rispetto a chi gioca alle slot machine.

     




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